Riassunto generale e conclusioni - Dal cilindro di cera alla musica liquida
Una sintesi completa dell'evoluzione dei supporti sonori: dal primo fonografo di Edison alla smaterializzazione digitale contemporanea.
L'era dell'incisione meccanica: Edison e Berliner
La storia della registrazione inizia nel 1877 con il fonografo di Thomas Edison, il primo dispositivo capace di incidere e riprodurre suoni su cilindri di stagnola e, successivamente, di cera [1], [2]. Nel 1888, Emile Berliner introduce il grammofono e il disco di gommalacca, vincendo la sfida commerciale grazie alla facilità di duplicazione tramite stampaggio rispetto al sistema a pantografo dei cilindri [3], [4].
Il Vinile e la rivoluzione del Microsolco
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la scarsità di gommalacca porta all'adozione del PVC (vinile) per i V-Disk destinati alle truppe [5], [6]. Questo materiale, più resistente e meno rumoroso, permette nel dopoguerra la nascita dell'LP a 33 giri e del singolo a 45 giri, aumentando drasticamente la durata dell'ascolto fino a 25 minuti per lato grazie alla tecnologia del microsolco [7], [8].
Il nastro magnetico e la Compact Cassette
Parallelamente, la tecnologia del nastro magnetico si evolve segretamente in Germania con il Magnetofon (AEG) negli anni '30 [9], [10]. Dopo la guerra, questa tecnologia viene perfezionata negli USA da Ampex e in Svizzera da Studer, introducendo l'editing e il multitraccia [11], [12]. Nel 1964, Philips lancia la Compact Cassette, rendendo la registrazione un fenomeno di massa e portatile [13], [14].
L'era Digitale e la Musica Liquida
La rivoluzione digitale culmina nel 1982-83 con il lancio del Compact Disc (CD) da parte di Sony e Philips, codificato nello standard Redbook (16 bit / 44.1 kHz) [15], [16]. Nonostante i tentativi con formati come DAT e MiniDisc, il mercato si sposta verso la smaterializzazione [17], [18]. Dal 2001, con il lancio dell'iPod, inizia l'era della musica liquida: il supporto fisico scompare a favore dei file compressi (MP3) e del successivo streaming globale [19], [20].
