14 L'armonia nata dal mal di piedi
Dall’evoluzione dell’organologia alla rivoluzione del basso continuo: come le esigenze pratiche della liturgia hanno dato vita a nuove forme strumentali e al melodramma.
Fioritura strumentale e nascita dell'Organologia
Alla fine del Cinquecento si assiste a una straordinaria fioritura della musica strumentale, che inizia a essere stampata con regolarità, segno di una crescente richiesta e di un nuovo interesse professionale [1, 2]. In questo periodo si gettano le basi della moderna organologia (lo studio degli strumenti): i costruttori iniziano a specializzarsi nella ricerca di legni, vernici e metodi costruttivi per garantire un'intonazione più stabile [3-5]. Prima di allora, ogni area geografica costruiva strumenti con caratteristiche e accordature diverse, rendendo difficile la musica d'insieme su vasta scala [6, 7].
Girolamo Frescobaldi e la "Toccata"
Il protagonista indiscusso della musica strumentale del primo Seicento è Girolamo Frescobaldi, organista in San Pietro a Roma [8, 9]. Egli codifica forme come il ricercare (antenato della fuga) e la toccata [10, 11]. Quest'ultima nasce da un'esigenza liturgica pratica: l'organista doveva riempire i tempi variabili della processione introitale nelle grandi basiliche [12, 13]. Poiché la velocità del celebrante poteva variare a causa del "mal di piedi" (la gotta, comune all'epoca), il musicista doveva improvvisare per assecondare il rito, trasformando poi queste estemporaneità in composizioni scritte di incredibile complessità [13, 14].
Il Basso Continuo: la più grande invenzione
Parallelamente allo sviluppo organologico, nasce il basso continuo (o basso numerato), definita dal docente come la più grande invenzione della storia della musica [15, 16]. Questa prassi esecutiva, nata probabilmente per ragioni economiche per risparmiare carta, consisteva nel fornire all'organista un solo rigo di basso con dei numeri indicanti gli accordi da realizzare estemporaneamente [17-19]. Il basso continuo crea un tappeto armonico che garantisce stabilità e permette alla melodia di muoversi liberamente in senso orizzontale, rendendo possibile la nascita del melodramma e della sonata barocca [20, 21].
La Teoria degli Affetti
Frescobaldi introduce anche il concetto di "affetti", spiegando nei suoi avvertimenti al lettore come l'esecutore debba utilizzare la musica per smuovere i sentimenti dell'ascoltatore [22, 23]. Attraverso l'uso sapiente delle dissonanze che risolvono in consonanze, la musica acquisisce una capacità semantica capace di trasmettere dolore, piacere o tensione, anticipando la retorica del pieno Barocco [23, 24].
