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Episodio 07/15

07 Scrivere il tempo e la nascita del compositore

Dalla misurabilità del suono di Francone da Colonia all’indipendenza della musica dalla parola: l’Ars Nova e la prima messa polifonica di Guillaume de Machaut.


La conquista del tempo: Francone da Colonia

La grande rivoluzione dell'Ars Nova risiede nella conquista della dimensione temporale del suono attraverso la notazione mensurale [1]. Mentre i sistemi precedenti (notazione diastematica) si concentravano principalmente sull'altezza degli intervalli, con trattatisti come Francone da Colonia e il suo Ars Cantus Mensurabilis (1286), la musica diventa misurabile [2, 3]. Vengono introdotti segni grafici specifici per definire la durata — come la longa, la brevis e la semibrevis — basandosi inizialmente sul principio filosofico della ternarietà, simbolo della perfezione divina [4, 5]. Questo passaggio permette alla musica di staccarsi dal ritmo puramente verbale per assumere una propria identità matematica [6].

L'Ars Nova e la figura del compositore-diplomatico

Il termine Ars Nova deriva dal trattato di Philippe de Vitry, figura chiave che incarna il nuovo status del musicista: non più semplice artigiano (magister), ma intellettuale, vescovo e diplomatico di alto rango [7, 8]. In questo periodo la composizione diventa un esercizio di logica superiore; de Vitry introduce l'isoritmia, una tecnica che organizza il tenor delle composizioni secondo schemi ritmici e melodici matematicamente ripetuti [6]. Questo sviluppo favorisce la nascita di una musica "per eletti", capace di conciliare testi diversi e complessi all'interno dello stesso brano [9, 10].

Guillaume de Machaut e la Missa Notre Dame

L'apice dell'Ars Nova francese è rappresentato da Guillaume de Machaut, il primo autore di cui ci sia giunta una scrittura polifonica completa dell'intero Ordinarium Missae: la celebre Missa Notre Dame (1360 circa) [11]. Machaut, raffinato poeta al servizio delle corti europee, perfeziona generi profani come la ballade, il virelai e il rondeau, ma contribuisce soprattutto all'evoluzione del mottetto [11, 12]. Questo genere, il cui nome deriva dal francese mot (parola), vede la musica dominare sul testo, portando alla definitiva emancipazione del linguaggio sonoro rispetto alla parola [13, 14].

La memoria e le forme: Strofe e Ritornello

In ambito profano, lo sviluppo di forme come la canzo (o canzone) introduce l'elemento fondamentale della memoria musicale attraverso l'alternanza tra strofa e ritornello [15, 16]. Questo meccanismo psicologico, basato sul ritorno a una melodia già nota, permette all'ascoltatore di orientarsi nel discorso musicale, gettando le basi per la struttura della canzone occidentale che rimarrà invariata per secoli [16, 17].

07 Scrivere il tempo e la nascita del compositore - Storia della musica 1 - Emanuele Michetti