08 Dante la peste e la canzone italiana
Dalla suddivisione binaria dell’Ars Nova italiana alla devozione delle Laudi durante la peste: il secolo di Dante, San Francesco e i primi madrigali.
Ars Nova: Italia vs Francia
A differenza dell'Ars Nova francese, caratterizzata dalla suddivisione ternaria, l'Ars Nova italiana predilige la suddivisione binaria [1]. Mentre in Francia si cerca di emancipare la musica dalla poesia, in Italia il legame tra suono e parola rimane fondamentale, con la musica che ha il compito di "vestire" i componimenti poetici [2]. In questo periodo nasce la borghesia urbana, che si avvicina alla musica come forma di diletto e distinzione sociale [2].
Dante Alighieri e la musica del Quadrivio
Dante è il riferimento culturale assoluto del Trecento. Nella sua visione filosofica, la musica è parte delle arti liberali del Quadrivio (insieme ad astronomia, matematica e medicina) [3, 4]. Egli distingue tra musica celeste (movimento dei pianeti), umana (equilibrio interno dell'uomo) e instrumentalis (l'unica udibile) [2, 4]. Dante stesso, come riportato da Boccaccio, si dilettava in canti e suoni, considerando la canzone come la forma poetica più elevata [3].
La Peste e la fioritura della Lauda
La peste del 1348 sconvolge l'Europa, ma paradossalmente favorisce la diffusione della Lauda: un canto strofico, monodico e in volgare [5-7]. Le confraternite laudesi attraversavano le città cantando per la salvezza delle anime, contribuendo involontariamente a diffondere sia il contagio che il repertorio musicale [7, 8]. Documenti fondamentali come il Laudario di Cortona testimoniano la necessità del Trecento di fissare per iscritto anche la cultura popolare e devozionale [9, 10]. San Francesco d'Assisi è considerato il primo "paroliere" della storia, avendo composto sia i testi che le melodie delle sue laudi per creare comunità [11, 12].
Le forme profane: Madrigale, Caccia e Ballata
In ambito colto e universitario (Bologna, Padova, Firenze) fioriscono nuove forme profane. Il Madrigale trecentesco è una forma strofica a due voci con un ritornello finale [13]. La Caccia introduce l'elemento descrittivo e la tecnica del canone, imitando con le voci i suoni e l'eccitazione dell'attività venatoria [14, 15]. Infine, la Ballata trova il suo massimo esponente nel fiorentino Francesco Landini; è una forma legata alla danza e allo stile del Dolce Stil Novo, che segna il passaggio verso la sensibilità rinascimentale [16, 17].
